febbraio 2012

CITTA’MIA NEWS DI FEBBRAIO

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BENNARDO RAIMONDI CHIAMA E PALERMO NON RISPONDE

Bernardo Raimondi sono anni che spera di potere tornare a vivere. Continua a lottare per non soccombere. Si aggrappa al mondo per raschiare briciole di sensibilità che non arrivano o rimangono insufficienti per sfamare il suo desiderio di giustizia. Da quando alcuni anni fa ha denunciato i suoi aguzzini la sua e quella della sua famiglia sono divenute vite d’inferno. Non ha più un lavoro, ha dovuto chiudere il suo laboratorio di ceramiche, ha subito lo sfratto ed il figlio si è gravemente ammalato.

Per lui la burocrazia spietata non intende fare eccezioni. Attende da tempo il contributo che spetta a coloro i quali hanno subito l’imposizione del pizzo o estorsioni. Intanto non riesce ad andare avanti e bussa a tutte le porte. Non c’è giorno della settimana che non invia lettere e comunicati per denunciare la sua condizione di “appestato” non per sua volontà. Sino ad ora le porte gli sono state chiuse in faccia ad eccezione di piccole boccate d’ossigeno. Il presidente della Regione un anno fa gli ha fatto avere un contributo che Raimondi ha utilizzato per le visite mediche di suo figlio. Intanto non riesce a garantire nulla alla sua famiglia. Vorrebbe solo poter lavorare e riacquistare quella dignità di uomo che gli è stata sottratta. E’ un suo diritto solo che Palermo è insensibile, sopraffatta da una solidarietà parolaia che preferisce declamare più che agire.  Ci sovviene quando detto dal cardinale Pappalardo ai funerali del generale Dalla Chiesa: Mentre a Roma continuano a discutere, Sagunto viene espugnata”. Solo che la Sagunto di oggi si chiama Palermo, una città senz’anima.

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